Beni (immobili e aziende) definitivamente confiscati alla criminalità organizzata

Elaborazione su dati "Libera"

Beni confiscati alle mafie

 

In occasione della Giornata mondiale contro il consumo e il traffico di droga, il Dipartimento per fe Politiche Antidroga ha realizzato un progetto di comunicazione finalizzato a creare nella popolazione, con particolare riferimento al target giovanile, la consapevolezza sul fatto che rifiutare l'uso di droghe, e quindi il loro acquisto, significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche fa legalità, impedendo finanziamenti illeciti alle mafie e a terrorismo.

"Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le  mafie.
Chi compra droga finanzia  le mafie, le loro violenze e il  terrorismo"

Vivere nella legalità e, ancora prima, nel principio dell'onestà e della coerenza dei propri comportamenti , lontano e contro tutte le organizzazioni mafiose. È un messaggio che le giovani  generazioni  dovrebbero sempre tenere ben presente, soprattutto nel momento in cui qualcuno di loro fosse tentato di acquistare sostanze stupefacenti. I giovani in particolare, ma anche i non più giovani, devono ricordare che anche un solo euro speso per acquistare droga finisce nelle mani delle mafie, finanziando quindi le loro violenze e le loro sopraffazioni , oltre che varie altre organizzazio ni dedite al terrorismo e alla destabilizzazione degli stati democratici. Ogni persona che per il proprio piacere compra droghe, lo fa con un atto di responsabilità individuale avendo ben chiaro ciò che questo comporta e cioè di partecipare al finanziamento delle azioni violente di queste organizzazioni  criminali, che tanto male hanno fatto e stanno facendo alle persone oneste di molti paesi. 

Oltre a chi usa droghe occasionalmente , ogni persona con dipendenza da queste sostanze deve avere la consapevolezza che può risolvere la propria malattia e che le strutture sanitarie  pubbliche  e  del  privato sociale offrono, a tutti loro ed in ogni momento, la possibilità di avere cure efficaci e gratuite per poter sospendere tale uso. Tutti i giovani devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe  e dalle  mafie e  devono lottare contro queste organizzazion i criminali esprimendo prima di  tutto  un  comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale  e sociale.

Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga Presidenza del Consiglio dei  Ministri

 

 

L'iniziativa, realizzata sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Presidente della Camera e del Presidente del Senato e con la condivisione del Procuratore Nazionale Antimafia, Pietro Grasso, prevedeva la proiezione sui principafi monumenti di 21 città itafiane dello slogan "Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo".

Nelle notti tra il 25 e 26 giugno 2013, dalle 21.30 alle 2, lo slogan antidroga ha campeggiato su:

  • Mole Antonelliana di Torino;
  • Piazza Maggiore a Bologna;
  • Torrione del teatro Carlo Felice di Genova;
  • Palazzo Barbieri a Verona;
  • Campanile di San Marco a Venezia;
  • Torre di San Niccolò a Firenze;
  • Palazzo dei Priori di Perugia;
  • Colosseo di Roma;
  • Maschio Angioino a Napoli;
  • Sede comunale in Piazza Sant'Oronzo a Lecce;
  • Torre dell'Elefante a Cagliari;
  • Palazzo di Città di Palermo;
  • Statua del Cavatore a Catanzaro;
  • Piazza Ferrarese a Bari;
  • Palazzo del Municipio a Trieste;
  • Duomo dell'Aquila;
  • Palazzo Broletto a Pavia;
  • Chiesa S.mo Sacramento ad Ancona;
  • Centro Sportivo Ripamonti a Milano;
  • Teatro Stabile e Potenza;
  • Palazzo San Giorgio a Campobasso.

 

 

Il 26 giugno si è celebrata la Giornata internazionale contro il consumo e il traffico illecito di droga. Indetta dall’Assemblea Generale nel 1987, la manifestazione si prefigge lo scopo di ricordare l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale libera dalla droga.

L’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) sceglie ogni anno i temi della Giornata e lancia campagne di sensibilizzazione sul problema mondiale della droga. La campagna pone l’accento soprattutto sulle droghe poste sotto controllo internazionale, riportate nei tre trattati multilaterali, che costituiscono la spina dorsale del sistema internazionale di controllo della droga. Tra queste anfetamine, cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici. L’UNODC si rivolge soprattutto ai giovani che spesso ricercano gli “effetti da sballo” delle droghe, senza essere consapevoli dei molti “effetti collaterali” derivanti.

La campagna internazionale vuole offrire loro strumenti adeguati per informarsi sui rischi per la salute associati al consumo di droghe. Infatti, secondo uno studio effettuato da Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa) i dati sull’uso di sostanze stupefacenti fra gli adolescenti italiani sono allarmanti.

Uno studente su 4 tra i 15 e i 19 anni ha sperimentato il consumo di cannabis. Tra i maschi, le prevalenze di consumo passano dal 7,8% dei 15enni al 33,9% dei 19enni, mentre tra le studentesse si passa rispettivamente dal 4,8% al 20%. Un ragazzo su 3 e 1 ragazza su 5 riferisce di aver utilizzato cannabis più assiduamente, 20 o più volte negli ultimi dodici mesi. Uno studente su 33 riferisce di aver assunto cocaina almeno una volta nella vita e 1 su 47 dichiara di aver consumato la sostanza nel corso dell’ultimo anno. Un ragazzo su 47 riferisce di aver provato sostanze stimolanti (amfetamine, ecstasy, ecc.) almeno una volta nella vita, mentre 1 su 77 le ha utilizzate nel corso dell’ultimo anno.

Per affrontare il fenomeno, secondo il Dipartimento antidroga, bisogna spiegare ai ragazzi i rischi connessi all’uso di queste sostanze prima che incontrino l’occasione di provarle. E’ necessario cominciare la sensibilizzazione in giovanissima età, partendo dai bambini tra i 6 e gli 11 anni, affinché a 15 anni non si trasformino in nuovi consumatori di alcol e droga. A tal scopo il Dipartimento Politiche Antidroga (Dpa), l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) e l Movimento italiano genitori (Moige) ha organizzato una campagna informativa itinerante dal titolo “Elementare, ma non troppo…”. Un progetto di durata biennale che coinvolgerà 7 regioni: Lazio, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Campania.

Il target sarà di 50 scuole elementari sparse sul territorio, dove sarà possibile incontrare circa 15.000 bambini, 30.000 genitori e 2.000 insegnanti. In ciascuna scuola verrà realizzato un open day che consentirà ai bambini di essere coinvolti in attività ludiche ideate per veicolare informazioni sull’uso delle droghe. I genitori e gli insegnanti saranno invece coinvolti in incontri serali sui temi della campagna. Più in generale, circa 200 milioni di persone nel mondo assumono droghe almeno una volta all’anno. Di questi, 25 milioni sono considerati tossicodipendenti e ogni anno 200.000 persone muoiono per cause correlate all’uso droga.

Lo scorso 28 maggio il Dpa ha presentato la relazione annuale europea sulla droga. Risulta che in Europa circa 85 milioni di persone adulte (corrispondenti al 25% degli adulti) hanno fatto uso nel corso della vita di sostanze illecite: la cannabis ed i derivati appaiono tra le sostanze più largamente consumate e sequestrate secondo i dati riferiti all’anno 2011.

La quantità di sostanza sequestrata risulta in queste percentuali:

  • foglie di cannabis 41%;
  • resina di cannabis 36%;
  • cocaina e crack 10%;
  • eroina 4%;
  • amfetamina 4%;
  • piante di cannabis 3%;
  • ecstasy 1%;
  • metamfetamina 1%.

Di fatto, quindi, la cannabis rappresenterebbe nel complesso circa l’80% del consumo di sostanze tra la popolazione europea. Il dato confortante è che la quantità di eroina sequestrata nel 2011 è il più basso negli ultimi 10 anni, pari circa alla metà del 2001. La diffusione delle amfetamine sembra in calo, dopo un periodo di tendenziale crescita negli anni precedenti. La diffusione dell’ecstasy è in costante riduzione a partire dal 2007 dopo avere raggiunto il suo massimo nel 2002. La cattiva notizia, ovvero il dato preoccupante, è che solo in Italia sono state immesse sul mercato clandestino 73 nuove sostanze psicoattive tra cannabinoidi sintetici e sostanze chimiche di varia natura: si tratta di sostanze illegali e quindi, per definizione, non controllate, la cui potenzialità di danno alla salute risulta non prevedibile, né controllabile.

La sfida numero per l’Unocd (il Dipartimento delle Nazioni Unite contro le Droghe e il Crimine) uno sono quindi le NPS, sostanze psicoattive “nuove” non perché necessariamente di ultima generazione, ma perché entrate sul mercato da poco e non ancora inserite nei tabellari delle sostanze illegali della Convention on Psychotropic Substances del 1971.

Ma per molte nuove droghe che invadono il mercato, complice il trend del policonsumo, le più utilizzate restano cocaina, eroina e cannabis, aumentata del 2% tra i più giovani. In calo invece i consumi di cocaina tanto che i sequestri nell’UE sono passati dai 100mila del 2008 agli 86mila del 2011, un calo stimato al 9% anche a Roma e Napoli, le capitali italiane della polvere bianca. Dietro queste cifre si cela un commercio illegale che fattura miliardi di euro.

Secondo il Libro Bianco del Consiglio Italiano delle Scienze Sociali, solo in Italia le stime prudenziali del fatturato del mercato della droga si aggirano oggi sui 24 miliardi di euro annui, praticamente pari all’ultima legge finanziaria nazionale. Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questi fenomeni, la data del 26 giugno è stata proclamata Giornata internazionale contro il consumo e il traffico di droga.

Un appuntamento reso quest’anno più “delicato” dalle recenti dichiarazioni della Commissione globale per le politiche sulla droga: “Cinquant’anni di guerra alla droga hanno fallito e all’Onu non resta che prenderne atto. Dicendo basta alla criminalizzazione e trattando l’emergenza mondiale per quello che è: una questione sanitaria“, ha detto l’ex presidente delle Nazioni Unite Kofi Annan, suo prestigioso membro. Non sarebbe dunque l’approccio repressivo ma solo quello sanitario a produrre miglioramenti tangibili.

A dimostrarlo casi come quello del Portogallo, dei Paesi Bassi, e di una provincia australiana dove, combinando trattamenti medici e politiche di liberalizzazione e controllo, si è riusciti ad abbassare di molto i consumi di sostanze stupefacenti. L’Olanda per esempio, grazie a politiche sanitarie mirate, ha il più basso consumo di eroina nell’Europa dei quindici; dai 30.000 consumatori del 2001 si è scesi ai 18.000 del 2008.

Per quanto riguarda l’Italia, una recente ricerca di GfkEurisko e Federserd – associazioni che riuniscono e rappresentano gli operatori dei 564 Serd nazionali – rivela come la qualità media della vita di un tossicodipendente sia migliorata negli anni, grazie a nuovi tipi di trattamento: l’80% dei pazienti apprezza l’integrazione tra terapia farmacologica e sostegno psico-sociale, perché “permette di condurre una vita normale e stabile”.

Il 50% dei pazienti oggi in cura presso i Serd (Servizi per le dipendenze) lavora, ha un titolo di studio superiore e una famiglia. «Oggi il consumo di droghe fa parte della più generale cultura dell’eccesso e molti di quelli che consumano droghe sono integrati nella società. Nei Serd non ci occupiamo più di emarginati ma di malati. E, con 100.000 pazienti in cura, sottraiamo ai trafficanti un miliardo e 700.000 euro all’anno.» ha detto Pietro D’Egidio, segretario nazionale di Federserd. “Liberi da tutte le droghe, Liberi da tutte le mafie. Chi compra droga finanzia le mafie, le loro violenze e il terrorismo”: questo lo slogan lanciato dal DPA.

Un progetto di comunicazione il cui obiettivo principale – spiega una nota ufficiale – è quello di “creare una forte consapevolezza, soprattutto nei giovani, sul fatto che rifiutare l’uso di droghe e, quindi, il loro acquisto significa prima di tutto rispettare se stessi, ma anche la legalità, impedendo finanziamenti illeciti alle mafie e al terrorismo”. “Vivere nella legalità“, sottolinea Giovanni Serpelloni, Capo del DPA “e, ancora prima, nel principio dell’onestà e della coerenza dei propri comportamenti, lontano e contro tutte le organizzazioni mafiose, è un messaggio che le giovani generazioni dovrebbero sempre tenere ben presente”.

“Tutti i giovani“ ha concluso Serpelloni, “devono credere nella possibilità di costruire un mondo libero dalle droghe e dalle mafie e devono lottare contro queste organizzazioni criminali esprimendo prima di tutto un comportamento individuale di legalità, di lontananza totale da queste organizzazioni e di rispetto della propria salute fisica, mentale e sociale”. L’UNODC, ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine, incoraggia quindi ciascuno di noi e le istituzioni ad impegnarsi e dare il proprio contributo in questa campagna a tutela della salute. Per l’occasione i ragazzi di San Patrignano, diretti dal regista Francesco Apolloni, saranno in scena a Roma con uno spettacolo per dire basta alle droghe.

L’appuntamento è alla Casa del Jazz in Viale di Porta Ardeatina 55, con “Ragazzi Permale”, uno spettacolo teatrale per la prevenzione alla tossicodipendenza e al disagio giovanile. A metà tra talk show e rappresentazione teatrale, “Ragazzi Permale” porta sul palco le storie di Lando e Marco, ormai al termine del loro percorso all’interno della comunità. Saranno loro a raccontare le motivazioni che li hanno spinti ad assumere sostanze stupefacenti e le difficoltà incontrate per smettere, in un percorso narrativo arricchito da musica, videoclip e riferimenti letterari. Lo spettacolo è ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria da inviare a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Martina Brusini, Leonardo.it News

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