Beni (immobili e aziende) definitivamente confiscati alla criminalità organizzata

Elaborazione su dati "Libera"

Beni confiscati alle mafie

Nell’estate 2014 il progetto ha privilegiato azioni di comunicazione nel territorio della Regione Lazio; la scelta è stata quella individuare un evento culturale fruito da un pubblico vasto, sia giovanile sia adulto, e che prevedeva il coinvolgano di molte amministrazioni locali (Regione, Provincia, Comuni, Enti Parco, GAL.

E’ stato quindi individuato un Festival Nazionale emergente, giunto nel 2014 alla quinta edizione, denominato FESTIVAL DELLE STORIE 2014 (si veda programma dettagliato). Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Regione Lazio, la Provincia di Frosinone, i Comuni di Alvito, Atina, Campoli, Casalvieri, Fontechiari, Gallinaro, Picinisco, Posta Fibreno, San Donato Val di Comino con il contributo del GAL Versante Laziale del PNA, la Camera di Commercio di Frosinone e numerosi altri sponsor pubblici e privati. Sono state realizzate video istallazioni nelle piazze e sugli edifici durante le 9 serate del Festival delle Storie e distribuiti i materiali informativi del progetto e delle attività del DPA.

Dal 23 al 31 agosto 2014 la Valle di Comino è tornata ad animarsi con mille racconti in occasione della quinta edizione del Festival delle storie - This land is your land. Tanti gli scrittori e gli artisti che ogni giorno si sono raccontati e si sono mescolati tra il pubblico della rassegna letteraria, scambiandosi storie ed esperienze in un dialogo aperto e alla pari, senza distanze o barriere. Dimmi la tua storia e ti dirò chi sei: Il Festival delle Storie nasce nel 2009 dall’idea del club “Antrasarta” e, all’inizio, è solo un’improvvisazione. E’ un piccolo circolo culturale con un nome evocativo, un termine dialettale comune, in varie sfumature, a gran parte del Sud. Antrasarta significa “all’improvviso”. Antrasarta è il mutamento, qualcosa che ti sorprende, che non ti aspetti. E’ l’incanto, l’epifania, la rivelazione di cui parlava Joyce.

E’ l’improvvisazione che nasce dal ventre di una terra e dalla sua cultura, ormai da tempo trascurata. Per credere in Antrasarta bisogna rischiare, ma sempre con la coscienza di avere radici. L’obiettivo di questo progetto è far diventare la Valle di Comino il crocevia di storie, incontri, libri, scrittori, personaggi, viandanti, filosofi, astrofisici, fumettisti e fumettari, cantastorie e parolieri, dissidenti e burattinai impegnati insieme a ricordare, riflettere e immaginare un futuro possibile. Grazie all’iniziativa di intellettuali e professionisti nativi della valle, e alla collaborazione di grandi nomi della cultura che hanno scoperto con entusiasmo questi luoghi, è stato possibile gettare le basi di un progetto che non si limita alla cura dei singoli episodi annuali, ma che si pone precisi obiettivi di sviluppo nel tempo Tutto questo è il primo passo verso un’identificazione forte: la Valle di Comino come Valle delle Storie.

La valle come un luogo di memoria. La valle come grande biblioteca virtuale ma con un territorio di grandi valenze ambientali e culturali da cui ripartire per immaginare un possibile sviluppo compatibile. Cos'è il Festival Può la cultura cambiare il destino di una terra? Molto più di quanto si pensi. Questa è la quarta edizione del Festival delle Storie. Immaginate una valle, nel versante laziale del parco nazionale Abruzzo, Lazio e Molise, sotto Montecassino, una costellazione di paesini appoggiati sui monti, paesi di mille, tremila, cinquemila abitanti, con rocche, castelli, piazze medievali e vicoli e un orizzonte che si perde nel verde. Dal 23 al 31 agosto per nove giorni il festival viaggia di paese in paese, uno al giorno, come una compagnia di giro, di cantastorie, attori, scrittori, narratori, intellettuali, giornalisti, voci del cinema e della televisione, ognuno con la voglia di raccontare e raccontarsi. E intorno a loro uomini e donne che incantati ascoltano e poi raccontano anche loro, perché in questo palcoscenico senza palco e senza barriere, l’ospite è uno di casa, che come Ulisse narra la sua storia, ma poi va a cena con i padroni di casa e condivide le loro storie.

 

L'edizione 2014 del Festival delle Storie, la cui colonna sonora e fil rouge è stata “This land is your land” di Woody Guthrie, omaggio a uno dei folk singer più importanti della storia della musica americana, si è aperta il 23 agosto a Posta Fibreno e Fontechiari con la carta dell’Appeso che rappresenta la precarietà della nostra vita, la necessità di saper affrontare le situazioni difficili che si affacciano sulle nostre esistenze, nella consapevolezza che c’è sempre una via per trasformarle e superarle.

Si proseguiva il giorno successivo, 24 agosto, ad Atina con la giornata della Ruota, dedicata alla bicicletta, al suo mito e ai suoi protagonisti: é la carta del cambiamento, della capacità di saper cogliere le opportunità, di come sia possibile agire sul proprio destino, magari pedalando in salita o rischiando in discesa.
Il 25 agosto si partiva alla volta di Campoli Appennino per affrontare la carta dell’Imperatore rovesciato ossia del potere che perde saggezza, che si chiude e diventa casta ed è il muro da superare.
L’Alchimista è stato il protagonista di Gallinaro il 26 agosto: è colui che cerca la cura, un sognatore, un mago, uno che si muove sempre ai confini dell’impossibile.
E’ lui che libera l’Ippogrifo, carta di San Donato Valcomino il 27 agosto, che simboleggia la leggerezza, la sottrazione di peso, la spinta che conduce in alto, il cavallo alato che porta Astolfo sulla luna a recuperare il senno perduto di Orlando.
Riscoprire l’ultima modernità, l’ultima volta che negli anni ’80 abbiamo pensato e vissuto nel futuro, ripartire, è stato quello che fa il 28 agosto a Villa Latina il Cavaliere errante che viaggia di porto in porto tuffandosi nell’incrocio di genti e di umanità dove si sviluppano traffici e storie e dove la nostra vita trova riparo e energia.
Solo così si è potuto proseguire nel viaggio il 29 agosto a Picinisco per ritrovare la Bellezza, simboleggiata dalla carta delle Stelle che rappresenta il nostro patrimonio perduto, quello che portò le modelle della Valle di Comino a Parigi, quando Parigi era la capitale della Bèlle Epoque.
Il 30 agosto ad Alvito si approdava, con il coraggio dei nostri nonni che non si sono arresi davanti a Ellis Island, in quel continente immaginario che è la cultura italoamericana, rappresenta dalla carta del (Nuovo) Mondo: l’America come speranza, come illusione, come nuova lingua, come qualcosa che sta a metà tra l’identità del passato e l’azzardo del futuro.
L’ultima carta, come ogni anno, è stato il Narratore, protagonista indiscusso di tutto il Festival delle Storie che trova il suo compimento nella giornata di chiusura il 31 agosto a Casalvieri. E’ Ulisse, è il viaggiatore, il ricercatore, l’anima inquieta, colui che non si sazia mai perché ha bisogno di portare lo sguardo sempre un po’ più in là, sempre oltre l’orizzonte, è ciascuno dei narratori del Festival, è Uno, Nessuno e Centomila: tocca a lui raccontare questa storia.